Il Disco

The Lamb Lies Down on Broadway è il sesto album in studio del gruppo musicale britannico Genesis, pubblicato il 18 novembre 1974 dalla Charisma Records.

Si tratta del primo doppio album del gruppo, nonché unico concept album da loro realizzato. Costituisce anche l’ultimo lavoro della band nella sua formazione storica con Peter Gabriel.

L’intero album è incentrato su un racconto ideato e scritto da Peter Gabriel e riportato per intero all’interno della copertina. Gabriel è anche autore di tutti i testi delle canzoni tranne uno: The Light Lies Down on Broadway, scritto a quattro mani da Mike Rutherford e Tony Banks.[

L’inizio della storia è ambientato a New York nel 1974. Rael, un giovane portoricano fuoriuscito dal riformatorio di Pontiac, sbuca da un sottopassaggio pedonale di Manhattan sul cui muro ha appena lasciato la propria tag con la vernice spray, forse l’unico modo che conosce di affermare e fissare nel tempo la propria personalità. Il nome Rael deriva dal cognome “Gabriel”, oltre ad essere l’anagramma di real (“reale”). È lo stesso Gabriel, nel prologo al racconto, a suggerire a modo suo ai lettori che sta usando il personaggio come proprio alter ego, dietro cui rifugiarsi “se la storia non sta in piedi”.

Il protagonista, attraversando Broadway, si imbatte dapprima in un agnello sdraiato fra i vapori dei riscaldamenti sotterranei, quindi in una densa nebbia che, solidificandosi come un muro di fronte a lui, gli corre velocemente incontro fino a travolgerlo: da quel momento, Rael è trasportato in un’altra dimensione spazio-temporale, quasi interamente ambientata sottoterra, nella quale affronterà una serie di avventure e di incontri con i più vari personaggi, che vanno dal mitologico (Lilith, le Lamia) al grottesco (gli Slippermen), oltre ad imbattersi ripetutamente nel fratello John. Proprio per salvare la vita di John, al termine della storia Rael dovrà gettarsi fra le rapide di un fiume, salvo accorgersi – proprio in chiusura – che il fratello ha assunto le sue stesse sembianze, quasi divenendo la proiezione del suo io;  immediatamente dopo, i due – assieme a tutta la scena e alla storia stessa – si dissolvono in una misteriosa foschia purpurea.

Come Gabriel ha affermato in ripetute interviste,[ la storia non è che un pretesto per dar forma a temi che riguardano l’interiorità dell’autore, come il rapporto col sesso (Counting Out TimeThe LamiaThe Colony of Slippermen), con la paura (In the Cage), con la morte (AnywayHere Comes the Supernatural Anaesthetist) ecc., il tutto non senza una buona dose di ironia: nel brano conclusivo it, sorta di “morale della favola” in stile Gabrielliano il cui testo gioca interamente sull’uso impersonale del pronome neutro inglese, l’autore stesso sembra mettere in guardia l’ascoltatore da interpretazioni troppo serie di tutta la storia (“se pensi [che ciò] sia pretenzioso, sei stato preso in giro”) e chiude l’intera opera ripetendo il verso: it’s only knock and know-all, but I like it, che storpia il titolo di un celebre brano dei The Rolling StonesIt’s Only Rock ‘n Roll (But I Like It), sostituendo Rock and roll con knock and know-all (traducibile pressappoco: “criticare e [fare il] saccente su tutto”).

Le canzoni – tutte collegate fra loro, salvo gli obbligatori cambi di facciata – sono spesso inframmezzate o introdotte da brevi momenti strumentali che fungono da passaggi intermedi alla narrazione (alcuni permetteranno anche a Gabriel, dal vivo, di cambiarsi d’abito fra un brano e l’altro).[

Coincidenza curiosa fra la trama di The Lamb Lies Down on Broadway e la storia dei Genesis, l’unico verso delle liriche in cui l’alter ego di Rael/Gabriel, il fratello John, parla in prima persona (in The Colony of Slippermen: “Now can’t you see / when the raven flies it’s jeopardy…“) è cantato dal batterista Phil Collins, che solo un anno più tardi avrebbe davvero preso il posto di Gabriel come front man del gruppo.

In anni seguenti si parlò a lungo di un film ispirato all’album con Gabriel protagonista (se ne interessò fra gli altri il regista surrealista cileno Alejandro Jodorowsky), ma il progetto non fu mai realizzato.

Testi di Peter Gabriel, musiche dei Genesis.

Disco 1

  • Lato A
  1. The Lamb Lies Down on Broadway – 4:50
  2. Fly on a Windshield – 2:44
  3. Broadway Melody of 1974 – 2:13
  4. Cuckoo Cocoon – 2:12
  5. In the Cage – 8:13
  6. The Grand Parade of Lifeless Packaging – 2:45
  • Lato B
  1. Back in N.Y.C. – 5:43
  2. Hairless Heart – 2:13
  3. Counting Out Time – 3:40
  4. The Carpet Crawlers – 5:15
  5. The Chamber of 32 Doors – 5:41

Disco 2

  • Lato C
  1. Lilywhite Lilith – 2:42
  2. The Waiting Room – 5:25
  3. Anyway – 3:08
  4. Here Comes the Supernatural Anaesthetist – 3:00
  5. The Lamia – 6:56
  6. Silent Sorrow in Empty Boats – 3:07
  • Lato D
  1. The Colony of Slippermen (The Arrival – A Visit to the Doktor – The Raven) – 8:14
  2. Ravine – 2:04
  3. The Light Dies Down on Broadway – 3:33
  4. Riding the Scree – 3:56
  5. In the Rapids – 2:24
  6. it – 4:17